Misericordia e perdono: questi sono i poteri del Risorto, che egli trasmetterà alla sua comunità.

L’uomo “pasquale” è l’uomo rinnovato dalla energia vitale che sprigiona dalla risurrezione di Gesù e che accetta di collaborare per diffondere qui il suo Regno. Gesù ha bisogno di una Chiesa che sia segno della sua presenza anche nel mondo d’oggi, che contro ogni forma di violenza e di disgregazione testimoni la comunione. La libertà pasquale non può rimanere solo interiore: se è libertà vera, deve investire tutta la persona e diffondersi attorno nel creare una comunità autenticamente umanizzata.

Misericordia e perdono: questi sono i poteri del Risorto, che egli trasmetterà alla sua comunità.

L’apparizione di Gesù ai discepoli e a Tommaso diventa, nel Vangelo, modello di un aprirsi ad una visione della vita dal respiro e dagli orizzonti più vasti. Colui che è uscito dall’angustia della morte può ora attraversare tutte le situazioni della vita e porsi al centro di ogni comunità come punto di riferimento per chi si sente chiuso o braccato dal mondo.

Nella prima lettura ci è descritta la dimensione comunitaria della vita della prima chiesa, quale modello di comunità che, lasciandosi guidare dallo Spirito, agisce con coraggio, testimoniando nel concreto la misericordia sperimentata.

Allo stesso modo la seconda lettura attesta la centralità del Risorto: il Cristo è presente nella vita dei credenti quale punto di forza per trasformare, attraverso la loro fede, anche la storia delle loro relazioni.