IV di Avvento – Beata perché hai creduto, Maria!

di | 23 Dicembre 2015

La liturgia ci propone di nuovo la figura di Maria come modello di attesa e disponibilità: l’attesa si fa più intensa, poiché prossima alla sua meta.

La disponibilità nei confronti della cugina Elisabetta è esempio di carità vissuta. Sia Maria sia Elisabetta sembrano realizzare quanto Luca attribuisce a coloro che sanno contemplare “le grandi opere di Dio” e sanno rendere testimonianza.

Maria ed Elisabetta, infatti, parlano perché hanno visto i segni dell’agire di Dio in loro stesse, hanno creduto alla sua parola e alla sua presenza. In questo anticipano la fede nel mistero dell’incarnazione: nell’uomo Gesù ci è donata la presenza di Dio tra noi.

Al centro del vangelo di oggi troviamo due madri, Elisabetta e Maria: la loro maternità è momento di pienezza della vita. In più, per entrambe la maternità non è solo carica di significati umani, ma il figlio che portano in grembo è per esse il segno dell’intervento di Dio nella loro vita. Attraverso di esse arriva a compimento la promessa che ascoltiamo nella prima lettura, dove il profeta annuncia pace e prosperità da parte di Dio, ugualmente attraverso un personaggio dalle origini umili. Questo, infatti, è il modo di agire di Dio per gli uomini.

Così, nella seconda lettura, il piano misterioso di Dio si rivela nella persona e nell’opera di Gesù. Egli è uno di noi, in lui Dio salva la nostra fragile umanità.