Essere immersi nella solidarietà – Battesimo di Gesù

di | 13 Gennaio 2016

Vivere da cristiani significa vivere giorno dopo giorno il proprio battesimo.

Il battesimo è immersione nell’acqua che purifica, ma soprattutto nello Spirito che ci fa partecipi della comunione con Gesù Cristo e, attraverso di lui, con il Padre. In questo modo il battesimo ci inserisce anche a pieno titolo nella famiglia dei “figli” di Dio. Nella memoria viva del nostro battesimo Dio continua a sceglierci come figli amati e a comunicarci nuova vita nel suo Spirito. Ci rende capaci di essere testimoni. Il battesimo di Gesù ne è il paradigma esemplare: ricollegarci a questa sorgente originaria significa dunque ravvivare le potenzialità che qui sono state depositate.

Secondo il vangelo di Luca Gesù viene battezzato da Giovanni insieme con il suo popolo: l’evangelista sottolinea volutamente l’unità di azione di Gesù con il popolo: insieme a tutti gli altri egli non si sottrae, ma rimane in obbediente disponibilità alla volontà del Padre. Si evidenzia così, allo stesso tempo, la solidarietà di Gesù con noi, suo popolo, ma anche l’abbassamento iniziato con l’incarnazione, al servizio di ogni vera umanità.

La prima lettura narra di un popolo che ritorna dall’esilio: il profeta descrive il ritorno come una seconda liberazione e, oltre ad annunciare la “consolazione”, invita gli esiliati a “preparare la via” per un nuovo incontro con Dio, il vero Liberatore.

La seconda lettura definisce il battesimo dei cristiani “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo”. Se la “rigenerazione” parla di una vita nuova ricevuta per grazia, il “rinnovamento” allude maggiormente all’impegno etico per una coerenza nel vissuto.