Nuovo Anno: vuoi la pace? Lotta contro l’indifferenza

di | 3 Gennaio 2016

Il Nuovo Anno 2016 – auguri! – si è aperto con la Giornata mondiale della pace voluta dal Beato Paolo VI 49 anni fa. Papa Francesco ci ha invitati a riflettere e a convertirci: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. In questo modo il Santo Padre ha voluto sottolineare come l’indifferenza, nonostante le tante informazioni di cui siamo in possesso, contribuisca a generare guerra, mentre solidarietà e cooperazione, rese possibili da sensibilizzazione e formazione, siano l’unica alternativa che consente di costruire una pace duratura.

Alla base delle piaghe sociali dei nostri giorni troviamo l’indifferenza, spiega infatti Papa Francesco, la quale “oggi è spesso legata a diverse forme di individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno”.
È indicativo come in un’epoca sociale nella quale siamo letteralmente bombardati dalle informazioni, al posto di crescere e svilupparsi solidarietà tra le persone, si generi indifferenza: “l’aumento delle informazioni non significa di per sé aumento di attenzione ai problemi – ha infatti scritto Papa Bergoglio – se non è accompagnato da una apertura delle coscienze in senso solidale“.

La pace non nasce da sola, essa “va conquistata: non è un bene che si ottiene senza sforzi, senza conversione, senza creatività e confronto”. Per creare la pace si deve prima di tutto “sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia umana – ha ulteriormente espresso il Vescovo di Roma – quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati”.

Sensibilizzazione e formazione sono le basi necessarie per “la maturazione di una cultura della legalità e l’educazione al dialogo e alla cooperazione”. Tuttavia, continua Bergoglio, “la pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà e secondo giustizia”.