Avvento, tempo di vigilanza

di | 29 Novembre 2016

La liturgia dell’Avvento invita a vivere l’attesa della venuta di Gesù e nelle sue celebrazioni mantiene viva la tensione verso l’incontro con lui. In questo modo dà unità e significato ai diversi momenti della umana quotidianità.

Per ogni cristiano l’attesa di Gesù è un tempo sconvolgente della propria vita: chiede conversione, ossia un continuo mutamento di direzione, dalle mode del mondo alla sequela di Cristo, il solo che può rivelarci il volto del Padre. È nel presente, e nel clima di questa conversione, che si fa concreta la salvezza, la cui manifestazione è la pace: con Dio, tra gli uomini e nel creato.

Il Vangelo esorta alla vigilanza: vegliare significa agire con saggezza, con l’impegno quotidiano a vivere secondo lo stile indicato da Gesù e nel distacco del cuore dalle cose terrene. Il Signore può venire a noi ad ogni ora e a ciascun credente è chiesto di vivere l’attesa della sua venuta negli avvenimenti della vita d’ogni giorno, per trovarsi pronto e disponibile ad accoglierlo.

Per la prima lettura camminare nelle vie del Signore vuol dire impegnarsi a creare pace nel mondo: Isaia immagina come un grande corteo di popoli che convergono verso la “città della pace”, nella luce del Signore.

Occorre però la consapevolezza dell’importanza del presente, come suggerisce Paolo nella seconda lettura: poiché questo è il tempo in cui Dio viene a salvarci, diventa necessario gettare via le “opere delle tenebre” e indossare le “armi della luce”.

Atteggiamento: l’attesa

L’attesa è l’atteggiamento che caratterizza il tempo dell’Avvento. Essa è accompagnata nelle liturgie di questo tempo da tre figure della storia biblico-cristiana:

  • Isaia rappresenta la voce della profezia che invita a mantenere viva nella nostra vita quotidiana la fede, ossia a restare fedeli a Dio.
  • Maria diventa il modello della disponibilità al progetto di Dio: il senso della storia umana e della vita di ogni singolo non dipende dai nostri calcoli o dalle nostre prestazioni religiose, ma dalla collaborazione al progetto di Dio sull’umanità.
  • Giovanni Battista è colui che invita alla conversione del cuore, a dare alla nostra vita una direzione sempre più corrispondente alla volontà di Dio rivelata in Gesù.

L’Avvento perciò è anche tempo di preparazione gioiosa: la speranza infatti di uno che può salvarci produce gioia. Il Natale di Gesù, in cui confluisce il tempo di Avvento, ci annuncerà gioia e pace. Non la pace del mondo, che è sempre tregua provvisoria tra conflitti, ma la possibilità di una vita riuscita e vissuta in armonia: con Dio, tra noi e con il creato. Celebrare il Natale di Gesù è, allo stesso tempo, riscoprire il mistero dell’uomo e della sua destinazione in Dio.

Da parte nostra occorre però anche la consapevolezza che l’incontro con Colui che viene a salvarci comporta un giudizio sulla storia e sul nostro modo di vivere. Il giudizio sulla vita, alla luce della sua presenza e della sua parola, chiede conversione continua dei nostri stili di vita.