Il Sinodo sui giovani: un’opportunità per tutti

di | 19 Gennaio 2018

“Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: Che cosa cercate?” (Giovanni 1,38).

I giovani sembrano spesso un problema per gli adulti. Li anima una visione del mondo diversa, realtà di riferimento frammentate, percorsi inusuali, talvolta tortuosi e ambigui.
“Gioventù bruciata”, una storia vecchia. Un po’ quello che dicevano gli anziani di oggi dei giovani di ieri e, certamente, quello che si saranno sentiti dire a loro volta i nostri nonni dai loro padri. Quelli che “saltavano i fossi per il lungo”, per capirci. E che dimenticano che uno che sta saltando i fossi per il lungo, non lo sta di certo facendo nel modo più usuale, o, agli occhi di molti, opportuno.

Tanto disagio mi sembra, però, dato dal fatto che i giovani stanno cercando. Non sanno bene nemmeno loro cosa, ve lo dico da giovane. Provano, accumulano esperienze, talvolta problematiche, per trovare un modo di stare nel mondo che sia loro familiare. In cui sentirsi a casa. Delle risposte che si sono già dati gli adulti, non sanno che farsene. Forse è proprio questo a rendere la loro inquietudine problematica. Perché stanno cercando altro rispetto a quello che è già dato.

Eppure la Parola è chiara: l’incontro con Dio avviene solo per chi è in ricerca, non per chi è comodo nelle proprie convinzioni e certezze. Lo diceva bene Sant’Agostino: “Se lo comprendi, non è Dio”. Per questo c’è forse da guardare con grande serenità e speranza ai percorsi tormentati dei nostri ragazzi. E non solo: forse c’è da lasciarsi coinvolgere e sconvolgere un po’ in questo cammino. Perché, se nella vita non stiamo cercando qualcosa, non solo restiamo fermi: nemmeno incontriamo Dio.

Per questo i vescovi hanno sentito l’esigenza di lasciarsi interpellare dai percorsi, dalle domande, dalle esperienze dei giovani in un Sinodo (= fare strada insieme). Per riscoprire un modo di essere Chiesa che più che dispensare risposte e certezze, sappia vivere l’incertezza della ricerca. O almeno così, da giovane prete, mi auguro. Non è un caso che San Benedetto nella regola data ai suoi monaci indicasse di ascoltare sempre per primo il monaco più giovane: non perché dopo si tornasse a fare le cose “da grandi”, ma perché nell’inquietudine del giovane parla lo Spirito Santo.

Anche le nostre comunità di Altavilla e Valmarana hanno tentato di fare un po’ di sinodo tra giovani e adulti, negli scorsi mesi. Abbiamo insieme intuito che la nostra comunità non ci basta, così com’è. Nessuna recriminazione: solo la sensazione che c’è qualcosa di prezioso che deve ancora essere trovato. L’impressione che non ci basta “tenere su il palco”, abbiamo bisogno di vivere relazioni significative, di fare casa tra noi e con il Signore. Per lasciare che sia Lui a mostrarci “dove dimora”, più che costruirgli noi una casa.
Sono più le domande che le risposte. Ma le domande ci mettono in cammino. È certamente lì che ci incontrerà il Signore. Perché, vale la pena ricordarlo, è un incontro ancora da fare, per tutti. Ancora una volta, “se lo comprendi, non è Dio”.

Ah, un’ultima cosa: se sei giovane e senti che hai domande e strade da condividere, ti invito a venire con me e altri giovani della nostra zona (di età tra i 18 e i 35 anni) a due occasioni di confronto e incontro: venerdì 18 Gennaio alle 20.30 alla veglia di preghiera e testimonianza dai frati a Lonigo e sabato 20 Gennaio alle 16.30 all’incontro di dialogo tra giovani nella parrocchia di Alte Ceccato. Alla fine c’è l’apericena, tutti insieme. 🙂 Saremo contenti di averti tra noi! DP