TEMPO DI CRISI … CAMMINO DI FRATERNITA’

di | 6 Aprile 2019

Riflessione umile alla vigilia della Settimana Santa

In questo piccolo spazio – la parrocchia – vorrei che ogni uomo, ogni donna si sentisse a casa sua e, libero da costrizioni potesse raggiungere la conoscenza di se stesso e incamminarsi nella sua strada forte e fiducioso.
Vorrei che fosse una sosta di pace, di riflessione per ogni viandante
che vi giunge, un posto dove l’ideale diventa realtà e dove la gioia è il frutto spontaneo
” 

(Giovanni Vannucci, prete teologo dei Servi di Maria, * 1913 + 1984)

Il peccato classico di molte religioni è far coincidere la santità con la separazione. Il nome farisei in ebraico vuol dire “separati”. Il separare nettamente il bene dal male, i buoni dai cattivi, la terra dal cielo… In realtà sappiamo tutti che la linea di confine di ogni nostra esperienza, sia nel bene che nel male, passa in mezzo al cuore di ogni uomo, di ogni donna e nessuno di noi può illudersi di essere totalmente di qua o di là. Ciascuno ha con sé il suo essere nobile e ignobile, la sua parte forte e debole, matura e
immatura e l’aspirazione sa crescere. Fraternità è il porsi di fronte all’altro e alle sue fatiche, ai suoi problemi, ai suoi ideali e camminare un po’ con lui verso un reciproco accrescimento di vita ….

La crisi cristiana di oggi non è tanto delle strutture, che vanno pur cambiate; il problema non è di organizzarci meglio; il problema vero e di fede, di fiducia, di abbandono, l’obiettivo è arrivare a costruire una comunità con le porte aperte, che confida e trova vera sicurezza in Dio.

Non è facile stare calmi, non agitarci troppo, evitare talvolta di esprimere la propria opinione, poter dire: non lo so.
Il pane di cui ognuno ha fame è quello di una fraternità vera e sincera che ci aiuti a vivere, a morire e, soprattutto, a nascere di nuovo.

Siamo diversi in temperamento e mentalità, non ci sono né perfetti, né eroi, né puri. Il nostro provenire da esperienze diverse, non ci deve impedire di partecipare ad una comunione superiore.
Gesù ha sempre lavorato perché realizzassimo una fraternità che si esprimesse in attenzione. Una fraternità richiede modestia, discrezione, riconoscenza per il valore che ognuno ha dentro. Non ci devono essere possessori dellaverità ma cercatori …

(Testimonianza di Luigi Verdi della fraternità di Romena)