DOMENICA 29 NOVEMBRE, PRIMA DI AVVENTO, INIZIO DEL NUOVO ANNO LITURGICO CI PREPARIAMO AD ACCOGLIERLO CON IL NUOVO MESSALE

di | 14 Novembre 2020

Perché un nuovo messale per la Messa? Il Messale è un libro per tutta l’assemblea celebrante. Chi lo “usa” e ne sfoglia le pagine durante la Messa è colui che la presiede ossia il prete celebrante che guida l’assemblea che partecipa. Nel messale troviamo testi e suggerimenti che riportano alla sorgente e al cuore della Fede: la Pasqua del Signore. A cinquant’anni dalla pubblicazione del Messale Romano di Paolo VI, primo frutto del Concilio Vaticano II, l’Episcopato Italiano ci presenta la terza edizione del Messale con una rinnovata traduzione-integrazione di alcuni testi e si rivolgono alle nostre comunità con questo invito: “riscopriamo insieme la bellezza e la forza del celebrare cristiano, impariamo il suo linguaggio – gesti e parole – senza appiattirlo importando con superficialità il linguaggio del mondo”.

Ecco alcuni cambiamenti nel rito specifico della Messa:

1. La variante più significativa si trova nella formula dell’atto penitenziale:
Confesso a Dio onnipotente a a voi fratelli e sorelle (…) E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli e sorelle
In questo testo emerge la preoccupazione di un linguaggio più inclusivo, in sintonia con una sensibilità che riconosce lo stesso valore al genere maschile e al femminile

2. Di rilievo la variante introdotta all’inizio dell’antichissimo inno del Gloria:
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore
La “correzione” è dettata da una maggiore fedeltà al testo biblico di riferimento (Lc 2.14). Gli “uomini di buona volontà” sono in realtà “gli uomini che Dio ama”.

3. Modifica di “parte” del Padre nostro:
e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.
Con la nuova traduzione delle parole in grassetto si esprime nello stesso tempo la richiesta di essere preservati dalla tentazione e di essere soccorsi qualora la tentazione sopravenga evitando di attribuirla a Dio.

SABATO 28 NOVEMBRE DALLE ORE 9,30 ALLE 11,30
in videoconferenza, dal Teatro del CENTRO DIOCESANO «ARNOLDO ONISTO» potremo ascoltare una introduzione al tema da parte:

  • del nostro VESCOVO, Mons. BENIAMINO PIZZIOL,
  • e del prof. Don PIERANGELO RUARO e potremo porre le domande che riterremo più opportune, via chat.

Nella speranza di una cosa gradita – Consigli pastorali, catechisti, ministri della Comunione… – possiamo collegarci sul Canale YOUTUBE della Diocesi di Vicenza.
Clicca qui per il collegamento diretto oppure https://youtu.be/-dC44AV8b6k.