DOMENICA DELLA GIOIA E DELLA SOLIDARIETA’

di | 12 Dicembre 2020

Questa terza di Avvento, domenica della gioia, il nostro celebrare l’Eucaristia si misura e si confronta con la Carità che è la “cartina di tornasole” della nostra fede. Ce lo ricorda Gesù che nel suo testamento ci ha lasciato: “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici…” (Gv 15,13-14).
Ecco perché il nostro incontrare-ricevere Gesù ci muove a offrire qualcosa di quello che il nostro lavoro e la Provvidenza ci affidano… generi alimentari e coperte per i nostri fratelli e sorelle che vivono il disaggio della povertà o delle ristrettezze economiche aggravate da questo periodo di Covid.

RICONOSCENZA E GRATITUDINE

La nostra vita è essenzialmente carità, frutto dell’amore. La Caritas inter-parrocchiale coordina, stimola e testimonia il nostro farci prossimo verso le tante povertà che bussano alle nostre porte. C’è chi ha riflettuto e ci consegna questo “decalogo” del nostro rapporto tra vita e il servizio della Caritas.

La nostra vita e la Caritas: il “decalogo” che guida al concreto

  1. La vita del cristiano deve essere rappresentata dalla essenzialità;
  2. L’essenzialità richiede una costante, radicale conversione alla Parola di Dio;
  3. Semplicità e sobrietà si alimentano di mortificazione e preghiera;
  4. La famiglia è il luogo privilegiato ove si educa alla semplicità e alla sobrietà;
  5. Essenzialità e semplicità di vita conducono alla solidarietà;
  6. La solidarietà si realizza in forma organizzata;
  7. Famiglia e parrocchia devono aprirsi ai problemi del territorio;
  8. La credibilità del cristiano si rivela nel suo stile di vita;
  9. La Chiesa deve essere povera, facendo la scelta dei poveri;
  10. La Caritas parrocchiale è strumento necessario per formare persone, famiglie e parrocchie ai valori della solidarietà.