RIMANETE NEL MIO AMORE: PRODURRETE MOLTO FRUTTO

di | 21 Gennaio 2021

Entriamo Lunedì 18 nella Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani che ha come tema le parole di Gesù durante l’Ultima Cena con i 12 Apostoli che rappresentano come il suo testamento spirituale:

RIMANETE NEL MIO AMORE: PRODURRETE MOLTO FRUTTO (Gv 15,5-9)

Ma che significa per noi oggi questo “comandamento d’amore” che ha come conseguenza la comunione con gli altri:

Doroteo di Gaza, un monaco della Palestina del VI secolo, lo esprime con queste parole:

“Immaginate un cerchio disegnato per terra, cioè una linea tracciata come un cerchio, con un compasso e un centro. Immaginate che il cerchio sia il mondo, il centro sia Dio e i raggi siano le diverse strade
che le persone percorrono. Quando i santi, desiderando avvicinarsi a Dio, camminano verso il centro del cerchio, nella misura in cui penetrano
al suo interno, si avvicinano l’un l’altro e più si avvicinano l’uno all’altro più si avvicinano a Dio. Comprendete che la stessa cosa accade al contrario, quando ci allontaniamo da Dio e ci dirigiamo verso l’esterno. Appare chiaro, quindi, che più ci allontaniamo da Dio,
più ci allontaniamo gli uni dagli altri e che più ci allontaniamo
gli uni dagli altri, più ci allontaniamo da Dio”.

Avvicinarci agli altri, vivere insieme in comunità con altre persone, a volte molto diverse da noi, costituisce una sfida. Ce lo ricorda il martire fratel Roger di Taizé: “Non vi è amicizia senza sofferenza purificatrice, non vi è amore per il prossimo senza la croce. Solo la croce ci permette di conoscere l’imperscrutabile profondità dell’amore”. Le divisioni tra i cristiani, il loro allontanamento gli uni dagli altri, è uno scandalo perché significa anche allontanarsi ancor di più da Dio. Molti cristiani, mossi dal dolore per questa situazione, pregano ferventemente Dio per il ristabilimento dell’unità per la quale Gesù ha pregato. Anche la nostra preghiera per l’unità è un invito a tornare a lui e, conseguentemente, a riavvicinarci gli uni gli altri, rallegrandoci della nostra diversità. Siamo sostenuti, dalla preghiera di Cristo che desidera che noi siamo una cosa sola, come lui è con il Padre, perché il mondo creda” (Gv 17,21).