ENTRIAMO NELLA SETTIMANA SANTA NELLA SEQUELA DI GESU’

di | 27 Marzo 2021

Dalla gioia delle Palme alla Gioia della Pasqua attraversando la Passione di Gesù e della pandemia.

Coltivare e testimoniare la speranza, la generosità, la solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno in questo tempo difficile”.

Carissimi/e, sono le parole di papa Francesco durante l’Angelus della domenica delle Palme dell’Anno scorso nella Giornata mondiale della Gioventù. Hai, poi, aggiunto: “Stringiamoci spiritualmente ai malati, ai loro familiari e a quanti li curano con abnegazione; preghiamo per i defunti, nella luce della fede pasquale. Ciascuno è presente al nostro cuore, al nostro ricordo, alla nostra preghiera.”

A differenza dello scorso Anno, in questi giorni possiamo celebrare, non solo nelle nostre case ma anche in comunità, la Settimana Santa. A cominciare da questa domenica delle Palme:

  • L’entrata festosa di Gesù a Gerusalemme con “Osanna al Figlio di Davide!”. Certo gioia ma, all’interno della Messa, ascoltiamo pure il racconto della Passione di Gesù. Ecco allora che possiamo leggere l’invito del Papa a coltivare e testimoniare la speranza… quella che dice che finché c’è Speranza è garantita la vittoria del Bene sul male, dell’Amore sulle cattiverie, della fiducia sulla paura, della salute sulla pandemia;
  • Giovedì Santo con la Cena dell’Amore “tradito” e, insieme, rigenerato. Quello che Gesù compie e di cui ci chiede di fare memoria in ogni Messa è una scelta radicale di “nobiltà d’animo” (generosità). E’ la massima espressione dell’Amore che, nella nuova Alleanza – che è solidarietà universale – si dona, accetta di essere “rinnegato” e, di nuovo, si propone come Amore riconciliante.
  • Venerdì e Sabato Santo tra morte e “riposo” del Giusto. Gesù aveva detto che “non c’è Amore più grande di chi dà la vita” (Gv 15,13) ed è quello che compie consegnandosi tra le braccia del Padre (Lc 24,26). Il nostro pensiero e la preghiera vanno a tutte le vittime del Covid 19 con una preghiera fraterna per tutti i malati e le famiglie colpite negli affetti. Di fronte alla morte – che la ragione non vorrebbe o fa fatica ad accettare – il silenzio dice rispetto di fronte a “qualcosa” che è inevitabile. L’invito è quello di osservare ciò che capita in natura: “Se il chicco di grano caduto in terra – quel Chicco è prima di tutto Gesù stesso – non muore, rimane solo e… non porta frutto” (Gv 12,24). E invece che frutto! “Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita… Egli – Gesù – ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1Gv 3,14.16).
  • Veglia pasquale: alleluia! “Salute a voi… Non temete: andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno” (Mt.28,10). Partecipiamo alla VEGLIA DI RISURREZIONE DI GESU’ E… NOSTRA!