II Domenica di Quaresima – 13 marzo 2022

di | Marzo 12, 2022

II Domenica di Quaresima

13 marzo 2022

 

Dal vangelo secondo Luca (9,28b-36)

28Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».

Egli non sapeva quello che diceva. 34Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 36Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

 

Prima lettura (Gn 15,5-12.17-18)

Un brano un po’ difficile, però descrive come si stipulava un patto all’epoca (siamo 4000 anni fa, 2000 a.C.) passare in mezzo agli animali squartati era un modo per dire: se non rispetto il patto faccio la stessa fine. Qui è interessante vedere che solo Dio (attraverso l’immagine della fiaccola ardente) vi passa ma non Abramo. Come tutti i patti con Dio, è lui che si impegna, l’uomo se non si impegna semplicemente si tira la zappa sui piedi da solo!

Altra cosa interessante è che Dio non ricompensa Abramo perché è buono, o perché ha fatto delle cose straordinarie… ma semplicemente perché lo ha trovato disponibile a fidarsi, per questo ha assecondato un suo desiderio (avere dei figli a cui lasciare l’eredità) ma facendogli fare un salto di qualità: da desiderio per sé a prospettiva di miglioramento di vita per tutto un popolo.

Viviamo in un contesto dove non ci fidiamo di nessuno, e quindi dobbiamo sempre metterci nella situazione di assicurarci che l’altro non ci tiri il pacco! E pensiamo che dobbiamo difenderci sempre dall’altro che vuole imbrogliarci! (anche genitori con i figli) senza valutare che il problema è nostro: non sappiamo scegliere bene, siamo presi dal dover salvaguardare troppi interessi, non abbiamo coltivato una buona relazione con l’altro, non siamo capaci di affrontare una situazione diversa da quella che noi abbiamo così bene pensata a nostra misura ( e non dell’altro), facciamo fatica a lasciare libero l’altro perché dimostrerebbe con le sue scelte il nostro fallimento educativo…

Abramo sa scegliere bene (se Dio non rispetta i patti ci rimette solo lui!), è libero (non deve tener conto di troppi interessi personali), accetta il percorso di maturazione che il Signore gli fa fare (da un bene per sé a un bene per tutti!).

Noi sappiamo fidarci? Cosa impedisce la nostra fiducia? Come possiamo educare a fidarsi? (Come sappiamo nessuno prende decisioni a lungo termine, e non basta la convivenza per dare la certezza di una continuità di un rapporto)

 

Seconda lettura (Fil 3,17-4,1)

Alcuni si comportano come nemici della croce! Come cristiani in questa situazione di guerra constatiamo come sono cristiani che stanno facendo guerra ad altri cristiani, inoltre il primate ortodosso di Mosca (Kirill) sta sostenendo di fatto la guerra di Putin come modalità per opporsi al degrado che l’occidente sta sviluppando anche nei loro territori. Ma il collateralismo è anche qui in Italia (pensiamo alla situazione degli insegnanti di religione nella scuola, delle esenzioni sull’IMU, e altre agevolazioni che spesso sono state un ricatto nei confronti della chiesa che avrebbe dovuto prendere posizione su scelte politiche nazionali).

L’esortazione di san Paolo è ad imitare chi imita Cristo e a rimanere saldi nel Signore.

Quali sono i modelli che di fatto imitiamo? (basta guardare il nostro stile di vita e le scelte che facciamo (per esempio adesso con l’arrivo degli Ucraini: ci limitiamo a dare loro il superfluo -i vestiti che non utilizziamo! Viveri e soldi che non intaccano comunque il nostro tenero di vita- o ci impegniamo con qualcosa che scombina la nostra vita?) Cosa significa per noi rimanere saldi nel Signore? Quali scelte comporterebbe? (sappiamo che le varie associazioni non hanno il ricambio, restano solo i vecchi che però sono sempre meno, in parrocchia varie iniziative per i più giovani -scout, Campeggi estivi, gruppi giovanili, catechesi- non possono essere attivate perché mancano maggiorenni disposti ad impegnarsi nell’opera educativa! Cfr iniziativa a Roma…), non solo: gli adulti si lamentano perché la parrocchia non offre più tutti i servizi che offriva a suo tempo –vedi catechesi-! Quali scelte posso fare? Cosa mi impedisce di farle (senza nascondermi dietro le solite scuse!)

 

Vangelo Lc 9,28b-36

Altro brano misterioso, ma alla base della esperienza dei monaci, contemplativi! Gesù incoraggia, con questo anticipo dello splendore della sua risurrezione, il cammino faticoso dei suoi discepoli verso la passione e morte che lo attende a Gerusalemme!

Il disagio che vivono è espresso con le parole “erano oppressi dal sonno”, è la reazione a qualcosa che ci sovrasta in modo insopportabile, preferiamo non pensarci, e cerchiamo o la distrazione o l’evasione (difficile soprattutto per i giovani: percepiscono la realtà come qualcosa che incombe ed è più grande di loro, preferiscono non pensarci, la evitano e si soffermano sulle cose che sono alla loro portata e che riescono a gestire (la propria apparenza soprattutto!) Per gli adulti non c’è molta differenza, tant’è che i giovani non vogliono diventare adulti e gli adulti vorrebbero restare giovani! E le conseguenze educative si stanno manifestando in tanti modi.

Luca sottolinea che Gesù ha un’esperienza di chiarezza di se stesso nella preghiera (ascolto di Dio). Vediamo quindi alcune caratteristiche della preghiera: non è elucubrazione mentale, dire formule in continuazione… Ognuno deve trovare il proprio stile di preghiera. Il brano ci propone però gli effetti della preghiera perché sia vera! 1) Rischiara il volto! L’effetto della preghiera è un vita più luminosa perché si capisce il senso di quello che si sta facendo. 2) Sa mettere insieme le narrazioni della Bibbia con la mia vita! Mi permette di rileggere da un altro punto di vista quello che sto vivendo permettendomi di fare delle scelte più qualificate (cfr Abramo). 3) Mi permette di perseverare in scelte impegnative e coraggiose! Il contrario è: la lamentela su tutti e tutto; la stanchezza cronica anche se si è riposati; il disimpegno su tutto escluso lo stretto necessario; il pensare che tutto sia dovuto e il non saper ringraziare…