III Domenica di Avvento B – 17 Dicembre 2023

di | Dicembre 17, 2023

III Domenica di Avvento B

17 Dicembre 2023

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.19-28)

6Venne un uomo mandato da Dio, di nome Giovanni.

7Costui venne per testimonianza, per dar testimonianza alla luce, affinché tutti credano mediante lui. 8Non era lui la luce, ma per dare testimonianza alla luce. 9Era la luce, quella vera che illumina ogni uomo, a venire nel mondo. 10Era nel mondo, e il mondo fu mediante lui, e il mondo non lo riconobbe. 11Venne tra i suoi, e i suoi non lo accolsero. 12Ma, a quanti lo accolsero, donò loro potere di diventare figli di Dio, a quanti credono nel suo nome, 13– lui che non da sangue, né da voglia carnale né virile, ma da Dio fu generato! 14E così il Logos si fece carne, e dimorò tra noi, e noi contemplammo la sua gloria – gloria come di unico generato dal Padre, pieno di grazia e verità. 15Giovanni attesta di lui e grida, dicendo: «Era lui, di cui dissi: uno che viene dietro di me, passa davanti a me, poiché era primo su di me, 16e dalla sua pienezza, noi tutti ricevemmo grazia su grazia! 17Poiché, se mediante Mosè fu data la Legge, la grazia e la verità furono mediante Gesù Cristo. 18Vedere Dio – nessuno ha mai potuto! Un Dio unico generato, colui che è proteso al cuore del Padre, lui seppe narrarne».

24I mandati appartenevano ai farisei. 25E lo interrogano, e gli dicono: «Perché allora battezzi – se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?» 26Replica loro Giovanni, dicendo: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete! 27Lui viene dietro di me, ma io non ho titolo per sciogliergli il legaccio del sandalo!».

28Questo avvenne a Betania [Beth’ennòn], oltre il Giordano, dove Giovanni battezzava.

 

Anche questa domenica di Avvento, come la settimana scorsa, ci presenta Giovanni Battista, ma secondo la narrazione del quarto evangelista -di Giovanni- che ne mette in luce le caratteristiche. Ci interessa approfondirle perché, come Giovanni ha preparato l’incontro delle persone con il Cristo, così siamo chiamati anche noi a svolgere lo stesso servizio tra le persone che condividono con noi la vita di tutti i giorni. Vediamo alcune! “Venne un uomo mandato da Dio” non si tratta dunque d’avere a che fare con angeli o messaggeri particolari (sacerdoti, profeti, teologi…) ma con un uomo! Ora ciò che lo qualifica è il fatto d’essere mandato da Dio. Ora l’essere mandato da Dio non è una prerogativa solo di alcuni, ma lo siamo tutti, e lo comprendiamo solo nel momento in cui scopriamo che il senso della nostra vita è essere in relazione con qualcuno che ci ha creati, scelti, inviati, accompagnati…  Chi pensa d’essersi fatto tutto da solo perde questo contatto, questa fonte, perdendo con esso anche il senso del suo vivere, o meglio trovandolo solo nella ricerca del suo benessere personale, foss’anche a scapito di quello degli altri! Scoprire d’essere persone inviate da chi si pone al servizio del nostro bene per fare altrettanto, è alla base della nostra identità, di ciò che noi siamo costitutivamente. Altra caratteristica di Giovanni è che è venuto per dare testimonianza alla luce, nel senso che parlare delle cose che vanno male non è poi così difficile (le notizie che ascoltiamo sono quasi totalmente con questa particolarità!), ciò che lo caratterizza è invece far emergere quella luce che esiste e che spesso rimane nell’ombra! Questo non vuol dire ignorare i problemi e le difficoltà, ma saperli vedere attraverso una luce particolare che le illumina. Esempio limite è la croce di Gesù: è segno di fallimento e di morte di uno disprezzato e reietto da tutti. Posso però raccontare di una luce che sposta il punto di osservazione e dire: ho di fronte una persona che ha saputo amare i suoi fino in fondo, fino al dono della propria vita, come una madre farebbe per il proprio figlio! Il fatto doloroso resta, ma è completamente differente il senso che gli do! I cristiani nel mondo sono chiamati a fare questo, per poter così orientare l’agire degli altri in una modalità costruttiva. Altra caratteristica: Giovanni si presenta differente rispetto a tutte le aspettative che inquadrano la vita delle persone. Inevitabilmente anche noi siamo portati a semplificare le cose inquadrando gli altri dentro a delle categorie che ci permettono di meglio affrontare chi ci sta davanti. Categorie sociali (immigrati, del Sud…), politiche (destra, sinistra…), religiose (credente, cristiano, mussulmano…), di gender (binario, LGBTQ+…), che, pur utili, inevitabilmente non ci permettono però di incontrare la persona in quanto tale, ma solo l’immaginario che di lui ci siamo fatti. Giovanni si tira fuori da questi preconcetti della gente e proclama che la sua identità è conseguenza di una relazione, una relazione che non esaurisce mai la sua comprensione, perché resterà sempre più ampia di quello che posso aver capito io e di quello che possono aver capito gli altri! Relazione con qualcuno che non si conosce perché resterà sempre più grande di ogni nostro schema mentale. Il cristiano si caratterizza perché non potrà mai essere incasellato, eccedendo ogni definizione e inquadramento. Pensiamo ai santi (per esempio san Francesco) li definiamo tali proprio perché eccedono nel loro essere uomini o donne da quelle categorie con le quali siamo abituati a definirli.

In un contesto dove le persone sanno sputare veleno in ogni situazione e per ogni persona (magari al riparo dell’anonimato offerto dai social), dovremmo saper indicare la luce; dove l’individualismo porta ognuno a ritenere che gli altri sono un ostacolo alla riuscita della mia vita, dovremmo esaltare la bellezza d’essere in relazione con gli altri e con Dio; dove le semplificazioni aiutano lo svilupparsi dell’indifferenza che fa violenza sui più deboli, dovremmo tenere alta la prospettiva di una dignità umana che supera ogni nostro preconcetto. L’Avvento del Signore ci sostenga in questo cammino che, grazie al nostro contributo, rende migliore il mondo attorno a noi!

 

PREGHIERE DEI FEDELI

Signore Gesù, non sempre riusciamo ad essere come l’incantato.
Aiutaci a stupirci, come quando eravamo bambini, nelle relazioni quotidiane e dinanzi alle meraviglie del creato. Preghiamo.

Signore Gesù, nel giorno dell’87° compleanno di papa Francesco e nel 5° anniversario della ordinazione diaconale di don Lamberto, vogliamo ringraziarti per il servizio che svolgono fra noi. Rinnova in loro i tuoi doni e sostienili sempre col tuo Spirito. Preghiamo.

“Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.” Per tutti coloro che soffrono nell’infermità e nella malattia perché sentano, insieme alla nostra preghiera, anche il nostro fraterno aiuto e la vicinanza del Signore che viene a consolarci. Preghiamo.

“Il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti.” Per i governanti: perché Dio li aiuti a mettere al primo posto nei loro piani politici la giustizia, la pace, e un’attenzione particolare ai più poveri e agli emarginati. Preghiamo.

“Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente”. Perché ogni battezzato sappia mettere in pratica l’esortazione di San Paolo per riscoprire la gioia cristiana, non lamentandosi per quello che non ha ma, ma rallegrandosi per l’iniziativa di Dio, accogliendo con gratitudine ogni suo dono e ogni suo progetto. Preghiamo.

“Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce”. Per le nostre comunità, ricche di persone che offrono il loro tempo nel servizio come volontari, perché siano sempre di più segno di giustizia, di pace, di dialogo e di prossimità verso tutti. Preghiamo.