IV Domenica di Pasqua – 30 aprile 2023

di | Aprile 29, 2023

IV Domenica di Pasqua

30 aprile 2023

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

1«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. 7Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

 

Ogni quarta domenica di Pasqua ci presenta la figura del Buon Pastore facendo riferimento al decimo capitolo dell’evangelista Giovanni, e quest’anno ne ascoltiamo i primi dieci versetti. La lettura appare all’inizio scorrevole: Gesù è presentato come il Buon (Bel) Pastore, e fin qui – pur non comprendendo bene nel nostro contesto sicuramente differente da quello dell’epoca, il valore del pastore e dell’essere delle pecore! – la cosa ci appare comprensibile. Quando poi però il brano precisa che Gesù è la porta delle pecore la cosa si complica un po’! Per cui forse ci ritroviamo anche noi tra coloro che, come dice l’evangelista, “non capirono di che cosa parlava loro”!.

Proviamo allora a soffermarci su alcune osservazioni che ci permetteranno di comprendere meglio il messaggio del Vangelo. Il contesto è quello delle controversie che Gesù aveva con i capi religiosi dell’epoca, mantenendo uno stile che era quello dei profeti (forse ricordiamo il profeta Ezechiele in 34,1-16 che se la prendeva con i pastori d’Israele: «Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele, profetizza e riferisci ai pastori: Così dice il Signore Dio: Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? 3Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge…»). Quindi prima di tutto dunque ci viene presentata la differenza tra coloro che sono qualificati a guidare la comunità e quelli che non lo sono. La discriminante principale è: la guida autorevole dà vita sapendo anche perdere la sua, gli altri prendono la vita non sapendo sacrificare se stessi! Chi ha coltivato questa sensibilità che gli permette di distinguere la guida qualificata da quella sfrutta gli altri, ascolta con attenzione la guida saggia e fugge via da quella approfittatrice. Gesù con la sua vita e la sua morte ci illustra chiaramente quali sono le caratteristiche della guida saggia: conosce ad una ad una le persone per presentare a ciascuna un progetto individualizzato di libertà che le permetta di sviluppare libertà, pace e giustizia attorno a sé.

Forse potremmo domandarci se siamo allenati a questo discernimento, per poter decidere saggiamente chi ascoltare e cosa ascoltare, e a chi e a cosa non dare seguito nell’ascolto! Gesù ascoltava tutti, parlava senza remore, faceva chiarezza nella vita delle persone, sapeva tacere quando vedeva che le parole non sarebbero servite a nulla, ma non entrava in dialogo con satana ma anzi lo metteva a tacere perché distruggeva la vita delle persone nelle quali si trovava.

Altra domanda che possiamo porci è: siamo guide autorevoli per le persone attorno a noi? Siamo guidati da un’idea di merito che toglie spazio alla gratuità; guidati dal pensare che va fatto solo quello che riteniamo necessario per noi, senza cogliere cosa l’altro ritiene necessario per la sua vita? Siamo guidati dalla preoccupazione di salvaguardare sempre meglio e di più quello che adesso ci fa stare meglio, senza considerare se questo va a privare o meno gli altri o le future generazioni di qualità di vita, di bellezze da ammirare, di relazioni pacifiche e pacificanti, di una vita dove i diritti e i doveri di tutti creano contesti di fratellanza e di solidarietà, di una società dove non ci sono pochissimi che possiedono una ricchezza che è di tutti…

Il nostro contesto attuale richiede con forza che i cristiani siano promotori di visioni profetiche di un mondo pensato come l’ha pensato Dio: bello, gioioso, creativo, pieno di vita e di speranza per ogni persona, anche per quelle che ai nostri occhi non appaiono meritevole!

 

PREGHIERE DEI FEDELI

Signore, porta della Vita, con il Battesimo ci hai purificati e ci hai fatto entrare nella tua grande famiglia. Ci chiami per nome tutti i giorni, e ci inviti a seguirti e ad ascoltare la tua Parola, aiutaci ad essere pronti e capaci di accogliere con gioia i tuoi progetti di vita. Preghiamo.

Signore, guida della Chiesa, nella Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, fa’ che ognuno di noi consideri propria vita come una vocazione, come il modo migliore per seguire te e costruire un mondo più giusto, partecipando all’opera meravigliosa che tu vuoi compiere nella storia. Preghiamo.

Signore, pastore fedele, aiuta i giovani a scoprire con stupore la chiamata del Signore che germoglia in loro: al ministero, alla vita religiosa o alla famiglia. Genitori e formatori siano attenti ascoltatori e realizzatori della tua Parola per accompagnarli nel cammino della loro vita. Preghiamo.

Signore, pastore buono, tu hai donato la tua vita per le pecore. Questo gesto estremo di Amore, che ha trasformato la sofferenza umana in una immensa misericordia, ci aiuti a stimolare i governanti ad essere attenti osservatori della fragilità umana, per costruire pace e formulare leggi che rispettino sempre la vita. Preghiamo.

Signore, cura del gregge, accogli coloro che sono morti a causa di malattie o infortuni sul lavoro. Il loro sacrificio spinga noi e le istituzioni a creare luoghi di lavoro sempre più sani, giusti e sicuri. Preghiamo.

Signore voce amica, oggi ti vogliamo pregare anche per i ragazzi e animatori della nostra Unità Pastorale che sono in pellegrinaggio ad Assisi. Possa essere un’esperienza che li aiuti a vivere in comunità, e li avvicini a te sulle orme di San Francesco e di santa Caterina da Siena. Preghiamo.