II domenica del tempo ordinario – 14 gennaio 2024

di | Gennaio 20, 2024

II domenica del tempo ordinario

14 gennaio 2024

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42)

35Il giorno dopo Giovanni di nuovo se ne sta là, e anche due dei suoi discepoli. 36E appena scorge [έμβλέψας] Gesù in cammino, dice: «Ecco l’Agnello di Dio!» 37E a lui che parla così, i due discepoli prestano ascolto, e seguono Gesù. 38Ma Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguono, dice loro: «Cosa cercate?» Gli dicono: «Rabbì», che tradotto significa: Maestro, «dove dimori?» 39Dice loro: «Venite e vedrete!» Allora vanno, e vedono dove dimora. E restano presso di lui quel giorno. Erano circa le quattro del pomeriggio.

40Uno dei due che avevano dato ascolto a Giovanni e seguito Gesù, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontra dapprima suo fratello Simone, e gli dice: «Abbiamo trovato il Messia!», che, tradotto, significa: Cristo. 42E lo porta da Gesù. Al vederlo [έμβλέψας], Gesù gli dice: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni! Tu sarai chiamato Chefàs», che significa: Pietra.

 

Per chi è abituato ad ascoltare i Vangeli che all’inizio raccontano la chiamata dei primi discepoli, questo testo del quarto evangelista può suonare strano! Infatti i sinottici (Marco -e lo sentiremo domenica prossima-, Matteo e Luca) raccontano la chiamata dei primi discepoli sulle rive del lago di Galilea. Erano pescatori che, chiamati da Gesù, lasciano tutto per seguirlo! Qui invece l’evangelista ci racconta le cose in modo molto differente: i discepoli di Gesù sono prima di tutto discepoli di Giovanni Battista, siamo sulle rive del Giordano, ed è il Battista che li invita a seguire Gesù che passa. Se andassimo dunque a cercare l’avvenimento storico resteremmo assai perplessi di fronte ad una così vistosa differenza. Ma come sappiamo i Vangeli non sono stati scritti prioritariamente come testi storici (non sono libri di storia) ma come manuali per chi desidera incontrare Dio, una buona notizia che chiarisce le idee su chi è quel Dio che desidero incontrare. E fin dall’inizio sono stati presi in considerazioni più Vangeli e non uno solo (o una sintesi di tutti!) perché i cammini per incontrare Dio sono differenti. Noi abbiamo oggi infatti quattro Vangeli come modelli tipici e fondamentali, ma ognuno potrebbe aggiungervi il proprio, perché il percorso per incontrare il Signore è personale e chiama in causa ogni singola persona (è un po’ come l’incontro con la persona amata: tutti l’abbiamo sperimentato ma ognuno con delle caratteristiche peculiari!). L’Evangelista dunque preferisce raccontare il coinvolgimento dei primi discepoli in una modalità più adeguata al tempo e alle persone a cui si stava rivolgendo. Essendo ormai lontano il ricordo della presenza di Gesù (siamo circa nel 100 dopo Cristo), il coinvolgimento non è più quello diretto ma è mediato da testimoni che conducono al Cristo (come la prima lettura ci presenta la figura di Eli che aiuta il piccolo Samuele ad incontrare Dio), e qui abbiamo Giovanni Battista che invita i due discepoli a seguire Gesù, e poi uno di loro, Andrea, che accompagna il fratello Simone perché lo incontri. Capito il senso di questa differenza, possiamo cercare di capire come si svolge il dialogo vocazionale iniziale tra Gesù e le persone disposte a seguirlo, perché ha delle caratteristiche importanti anche per noi.

Le parole nel Vangelo secondo Giovanni hanno tutte un peso particolare e ci vorrebbe tempo per spiegarle, mi limito a qualche accenno! Il discepolo ha dunque già iniziato un cammino personale, infatti segue Giovanni Battista che chiedeva il riconoscimento d’essere lontani da Dio (peccato) e il desiderio di accoglierlo (conversione), e proprio con questo desiderio accoglie volentieri l’invito di Giovanni a seguire Gesù, visto da Giovanni (l’azione “fissando lo sguardo” indica uno sguardo di profondità) come colui che riassume le attese di Israele, è infatti l’Agnello di Dio (immagine che ricorda l’agnello della Pasqua e le profezie di Isaia). Ora la prima parola espressa da Gesù nel quarto Vangelo è questa domanda ai discepoli: “Cosa cercate?” domanda tutt’altro che banale! La premessa infatti per un incontro autentico con Dio è capire a cosa siamo profondamente interessati, perché la proposta di Gesù è di un certo livello e va oltre i bisogni primari! Prendendo spunto dalla piramide di Maslow, potremmo dire che Gesù non è la risposta ai bisogni fisiologici, di sicurezza, di appartenenza, di stima, piuttosto ai bisogni di senso, di capire chi siamo e cosa siamo chiamatati a fare in questo mondo, quali sono le relazioni fondanti il nostro esistere, quelle che danno consistenza alle nostre scelte e alla nostra vita. In questo senso è costruita la domanda successiva dei discepoli: “Maestro, dove abiti?”. Gesù è l’eterno itinerante, quindi non erano interessati all’indirizzo di casa sua, quanto piuttosto a sapere quali sono le sue relazioni abituali che danno solidità alla sua vita! E la risposta di Gesù non è la consegna di un catechismo, delle regole da seguire, dei comandamenti a cui obbedire, delle pratiche religiose da osservare… ma l’invito a seguirlo per vedere come lui affronta situazioni e persone, perché solo lì si può incontrare la verità e il senso dell’esistere!… E mi fermo qui!

In un contesto come il nostro dove orienta l’agire, i gusti e le tendenze della moda, è chi ha molti seguaci (follower), ci viene chiesto di chiarire a noi stessi a che cosa siamo veramente interessati! Se l’apparire importanti agli occhi degli altri per essere apprezzati e così supplire alla poca stima che abbiamo di noi stessi, è quello che ci interessa, Gesù non avrà niente di importante da comunicarci. Se ricerchiamo invece quello che può dare speranza alla vita degli altri, ciò che ci può sostenere anche di fronte alle difficoltà, ciò che motiva il mio vivere lasciandomi contento di quello che faccio e apprezzando tutto quello che gli altri fanno… sicuramente potremo trovare nel camminare con questo spirito dentro le vicende dalla vita di tutti i giorni, la possibilità di poter fare un incontro con il Dio di Gesù Cristo che sempre dona ciò che è vero, buono e bello per ogni persona!

 

PREGHIERE DEI FEDELI

Signore Gesù, ti ringraziamo per tutti coloro che ti “indicano” e ti “annunciano” al mondo come ha fatto Giovanni Battista. La nostra preghiera sia di sostegno a Papa Francesco, ai vescovi e a tutti i sacerdoti e diaconi nella loro missione. Preghiamo.

Venite e Vedrete”, così Gesù ha risposto ai discepoli di Giovanni: essi videro dove dimorava e rimasero con lui, iniziando così a seguirlo. Anche noi, Signore, abbiamo bisogno d’incontrarti, di farti spazio nella nostra vita, spesso intricata con mille problemi e pensieri. Aiutaci a vedere dove dimori e troveremo la nostra gioia. Preghiamo.

La Scuola si senta chiamata in causa e sappia guardare in faccia i problemi dei ragazzi che ogni giorno accoglie. Sono giovani che portano la forza del futuro, ma anche il peso di un presente che non sempre riesce a comprendere la nuova “lingua” che parlano. La generosità con cui lottano per alcuni valori, l’ecologia prima di tutto, possa diventare una strada per uscire dalle loro chiusure. Preghiamo.

Padre Santo ti presentiamo ogni ammalato, che sta combattendo da lungo tempo nella sofferenza. Lo accarezzi uno spiraglio del tuo e del nostro amore perché si senta sostenuto in questo momento di prova. Preghiamo.

Spirito Santo, di fronte ai tanti conflitti presenti nel mondo che sono causa di distruzioni e sofferenze, continua la nostra preghiera per la Pace. I governanti possano trovare vie di ascolto reciproco e di riconciliazione. Preghiamo.

San Paolo proclama di glorificare Dio con il proprio corpo. Ti preghiamo Signore per chi sta combattendo contro il male: la tua Parola operi in lui e lo conduca a riconoscere che il tuo amore è più forte di qualsiasi avversità. Preghiamo.

Signore Gesù, in questo tempo ordinario la nostra comunità sappia riscoprirsi pietra per costruire una Chiesa capace di fraternità, servizio, apertura e inclusione per donne e uomini di ogni età e provenienza. Preghiamo.