XXXIII Domenica del tempo ordinario – 14 novembre 2021

di | Novembre 13, 2021

XXXIII Domenica del tempo ordinario

14 novembre 2021

 

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 13,24-32)

24[Ma] In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, 25le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. 29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

 

 

Abituati come siamo a sentir sempre disgrazie, l’ascolto di questo brano potrebbe portarci fuori strada, infatti lo sguardo con cui leggere gli avvenimenti dovrebbe essere invece quello che abbiamo appreso con l’ascolto degli ultimi Vangeli di queste ultime Domeniche. La guarigione del cieco e l’episodio della povera vedova ci hanno indicato come i discepoli stessi, pur con tutta la loro buona volontà, non sono riusciti a capire il vero senso delle affermazioni Gesù, che insisteva nel preannunciare, con il suo arrivo a Gerusalemme, l’inizio della sua passione e morte. Per la loro -ma anche per la nostra!- mentalità è inconcepibile considerare vincente una persona che muore da criminale! In effetti ci vuole una buona dose di coraggio per dare credito ad un condannato a morte, e ritenere che abbia qualcosa di importante da comunicarmi! Gesù comunque non si perde d’animo e persevera nel dare le dritte giuste ai suoi discepoli e alla folla perché possano allenarsi a vedere quello che non è appariscente ma importante. Mi diceva un genitore di un ragazzo con disabilità: “Non è facile capire cosa faccia piacere a lui, ma è per me importante saperlo!”. Con questa prospettiva allora comprendiamo come l’attenzione di Gesù non è verso il sole che si oscura ecc ecc…, ma sul comprendere che quello è il momento in cui vedremo il Figlio dell’uomo! Lo vedremo inoltre con grande potenza e gloria, ma questo non significa con tuoni, fulmini, saette, luci, fumo, frastuono… ma con quella gloria e potenza che ha manifestato sulla croce, quando un soldato pagano, vedendolo morire in quel modo, ha dedotto: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”. Sarà allora l’occasione di radunare i suoi eletti, cioè quelli che hanno risposto all’invito del Signore, perché hanno ascoltato quella Parola di Vita che solo il Signore riesce a comunicare, perché è una Parola scalda il cuore dando significato anche alle situazioni più difficili. È un allenamento come quello che dobbiamo avere per accorgerci che lo spuntare delle foglie è premessa del cambio della stagione. A quel punto non si tratta di sapere quando (nessuno lo sa!) ma di chiedere la grazia di aprire gli occhi per riconoscere, allenati dalla Pasqua di Gesù (passione morte e risurrezione) questo modo di manifestarsi di Dio in ogni situazione della vita e della storia. Il papa direbbe: «Le decisioni che prendiamo oggi per uscire dalla crisi determinano la “rotta” delle generazioni a venire. Spesso perdiamo di vista il fatto che siamo una comunità globale e che “nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme” (Enc. Fratelli tutti, 32).

 

PREGHIERE DEI FEDELI

Celebriamo oggi la V edizione della Giornata Mondiale dei Poveri, un appuntamento voluto da Papa Francesco per sollecitare la Chiesa a “uscire”, per andare incontro ai bisognosi e tendere loro la mano. Perché, superando atteggiamenti di indifferenza o fastidio nei confronti dei poveri, riconosciamo sono loro che ci evangelizzano, facendoci vedere la realtà dal punto di vista dei più deboli. Preghiamo

La situazione dei migranti al confine tra Biellorussia e Polonia continua ad essere spaventosa, e i vescovi europei si rivolgono all’Unione europea ribadendo che non possiamo permettere che la gente muoia alle nostre frontiere. Perché non si strumentalizzino i migranti con misure disumane e inaccettabili, e si portino avanti tutti gli sforzi “per evitare queste tragedie” e, al tempo stesso, “per mitigare la sofferenza delle persone che hanno lasciato i loro Paesi a causa della guerra”. Preghiamo

In un suo videomessaggio Francesco ricorda che anche gli imprenditori sono chiamati a dare il loro contributo per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. Perché sappiamo anche noi crescere nella creatività per affrontare con coraggio e spirito di solidarietà i problemi dei nostri giorni. Preghiamo

Si conclude la Conferenza di Glasgow sul clima, con risultati non sempre in linea con gli auspici iniziali, ma “essenziali per la sopravvivenza delle comunità più vulnerabili”. Perché si ponga la massima attenzione “al debito ecologico ed alla solidarietà che i paesi industrializzati devono ai poveri”. Preghiamo.

La conferenza sulla Libia si chiude con l’impegnano a garantire il libero svolgimento delle elezioni e a liberare la Libia dalle milizie mercenarie. Perché i responsabili delle Nazioni si impegnino a condannare ed agire contro tutte le violazioni e gli abusi contro i migranti, il contrabbando e la tratta di esseri umani, che costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. Preghiamo